Trasferimento del lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente
Pubblicato il 07/06/17 08:17 [Doc.3174]
di Redazione IL CASO.it



Cass. civ, Sez. sez. lavoro, 19 maggio 207, n. 12729

Rapporto di lavoro - Lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente - interpretazione - Disabilità non grave - Trasferimento del lavoratore - Divieto

La disposizione dell'art. 33, comma 5, della legge n. 104 del 1992, laddove vieta di trasferire, senza consenso, il lavoratore che assiste con continuità un familiare disabile convivente, deve essere interpretata in termini costituzionalmente orientati in funzione della tutela della persona disabile, sicché il trasferimento del lavoratore è vietato anche quando la disabilità del familiare, che egli assiste, non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica di quello, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive e urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte.


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