Usura ab origine, estinzione anticipata, art. 1815 secondo comma c.c. e restituzione di tutti gli interessi pagati
Pubblicato il 29/11/18 00:00 [Doc.5550]
di Redazione IL CASO.it



Titolo
1) Contratto di conto corrente: prescrizione, fido di fatto, azione di ripetizione, inesistenza contratto di apertura di credito, tassi di interesse e cms
2) Contratto di mutuo: usura ab origine, estinzione anticipata, art. 1815 secondo comma c.c. e restituzione di tutti gli interessi pagati
Segnalazione e massime a cura dell'Avv. Lorenzo Fumagalli del Foro di Cremona

Tribunale di Cremona sentenza n. 585/2018 pubblicata in data 22.10.2018. Est. Nunzia Corini

Prescrizione singoli versamenti - Prova - Applicabilità del principio di vicinanza della prova

Fido di fatto - Meri atti di tolleranza - Insussistenza - Massimo scoperto di fatto consentito dalla banca

Azione di ripetizione - Termine di prescrizione decennale - Decorrenza - Data di chiusura del c/c

Inesistenza contratto di apertura di credito - Mancata pattuizione di tassi di interesse - Violazione art. 117 comma 4 T.U.B. - Applicazione tasso sostitutivo ex art. 117 comma 7 T.U.B.

CMS - Illegittimità - Mancata indicazione dei criteri di calcolo

Contratto di mutuo - Usura ab origine - Sussistenza - Concreta applicazione compenso per estinzione anticipata - Inserimento nel TEG - Applicazione dell'art. 1815 secondo comma c.c. - Restituzione di tutti gli interessi pagati

Non pu├▓ pretendersi che sia il correntista a fornire la prova di avere diritto a considerare nel ricalcolo i singoli versamenti, perch├ę quella di prescrizione ├Ę un'eccezione in senso proprio, per cui alla parte che la solleva spetta l'obbligo di specificare i fatti che ne costituiscono il fondamento (cfr. Cass. n. 3578/2004 e Cass. n. 4468/2004). Del resto, l'impostazione che impone alla banca di comprovare lo sconfinamento e i pagamenti asseritamente prescritti ├Ę coerente con il principio di vicinanza della prova (indicante un particolare rapporto di facilit├á di accesso e recupero tra un soggetto e la prova), che la Suprema Corte a S.U. n. 13533/2001 ha elevato a criterio principe nella ripartizione dell'onere stesso.

La durata, la stabilità e l'importanza dell'utilizzo da parte del correntista di somme della banca consentono di escludere che si sia trattato di meri atti di tolleranza, ma configurano il riconoscimento dell'esistenza di un fido di fatto, avente come limite estremo lo stesso massimo scoperto di fatto consentito dalla banca.

L'ordinario termine di prescrizione decennale per far valere il diritto alla ripetizione decorre dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, salvo interruzione.

La mancata contrattualizzazione del contratto di apertura di credito nonch├ę la mancata pattuizione dei relativi tassi di interesse configura la violazione dell'art. 117 comma 4 T.U.B. con conseguente applicazione del tasso sostitutivo di cui al successivo comma 7.

La mancata indicazione dei criteri di calcolo della c.m.s., bench├Ę pattuita, comporta l'illegittimit├á della stessa.

Nei contratti di mutuo, il compenso per l'estinzione anticipata, pattuito contrattualmente ab origine, entra nel calcolo del T.E.G. solo se si sia verificata l'effettiva estinzione anticipata del rapporto (con la conseguente applicazione dell'onere pattuito); accertato, quindi, che il tasso effettivo ricercato risulta usurario poich├ę superiore alla soglia di riferimento prevista dalla legge, deve applicarsi il secondo comma dell'art. 1815 c.c. con conseguente gratuit├á dell'intero contratto di mutuo e restituzione al mutuatario di tutti gli interessi dal medesimo versati.


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