L'avvocato matura il diritto al compenso anche per la redazione di un contratto affetto da nullità relativa
Pubblicato il 06/04/18 00:00 [Doc.4504]
di Redazione IL CASO.it



Segnalazione e massima a cura dell'Avv. Marco Pedrett

Corte Appello Venezia n. 518/2018 pubblicata il 2.3.2018 (est. M. Bellano - riforma Tribunale Verona, M. Vaccari n. 1005/2015 del 16.4.2015)

Responsabilità professionale avvocato - diligenza media esigibile - obbligazione di mezzi - redazione di un testo contrattuale avente profili di nullità relativa che tuttavia non presenta in concreto alternative concrete migliori - debenza compenso professionale - sussiste.

L'avvocato che, richiesto dal cliente non iscritto all'albo dei mediatori di cui alla Legge 39/1989, provveda a predisporre in favore di questi un mandato a vendere dissimulante in realtà una mediazione atipica, al fine di consentire al medesimo cliente di cercare di ottenere il compenso provvigionale da questi pattuito col mandante, sebbene si sostanzi in un accordo passibile di inidoneità ad assicurare il detto risultato ovvero la provvigione ai sensi dell'art. 6 della Legge 39/89, non pone in essere alcun inadempimento professionale ed anzi matura il diritto al compenso professionale pattuito per la redazione di un tale negozio.


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