Sintesi, tra l'altro, sul capitale finanziato, sui tassi di interesse applicati, nonché sulla durata dei finanziamenti erogati
Pubblicato il 29/10/18 00:00 [Doc.5396]
di Fisco Oggi - Agenzia delle Entrate



Le iscrizioni ipotecarie
Nel 2017 sono stati sottoscritti e registrati circa 403mila atti di iscrizione ipotecaria, per un totale di 917.313 immobili ipotecati (+3,9% rispetto al 2016) e 93,5 miliardi di capitale di debito erogato (+9,1% rispetto al 2016) dagli istituti finanziatori a fronte della garanzia ipotecaria.+

Gli immobili ipotecati e il capitale erogato
Dei 917mila immobili ipotecati quasi il 65% è contenuto in atti prettamente residenziali, cioè atti che contengono abitazioni e pertinenze. Un ulteriore 21% circa riguarda atti ipotecari (Misto res) in cui è compresa almeno una abitazione ipotecata in concomitanza a ipoteche su unità immobiliari appartenenti ad altre tipologie (terziario-commerciale, produttivo, eccetera). La restante parte (15%) delle unità immobiliari afferiscono ad altre destinazioni d'uso.
Ad atti con abitazioni e pertinenze sono riconducibili a circa 40 miliardi di euro, che rappresentano il 43% circa del totale del capitale finanziato, 16,8 miliardi di euro originano da atti Misto res (atti con almeno un'abitazione in combinazione con immobili di altre destinazioni) e infine 37 miliardi di euro riguardano capitale erogato a fronte di garanzia ipotecaria su tutte le altre destinazioni d'uso.

L'analisi per ripartizioni geografiche mostra una concentrazione che supera il 50% al Nord, sia in termini di immobili ipotecati sia di valore del capitale di debito.

Tassi e durate
Nel 2017, i tassi medi alla prima rata ponderati per il capitale oscillano tra il valore minimo del 2,4% osservato negli atti residenziali e i massimi del 3% negli atti con immobili produttivi (atti Pro). La differenza è riconducibile alle diverse durate dei prestiti che si riscontrano tra le tipologie di atto, che passano dai 22 anni circa per i finanziamenti di immobili residenziali ai 10 anni circa per i prestiti concessi quando la garanzia è su immobili produttivi.

La destinazione del capitale erogato
Come detto, una parte del rapporto è dedicata all'analisi delle finalità del capitale erogato mediante mutui ipotecari. In particolare, si è indagato se il capitale è stato utilizzato per l'acquisto dell'immobile ipotecato (Mercato A) o se non si sono riscontrati acquisti di immobili né tra quelli ipotecati, né altri (Mercato C), oppure verificando tutte le altre condizioni intermedie (per esempio nessuna unità ipotecata è stata acquistata, ma un soggetto che ha contratto il mutuo ha acquistato altri immobili).

Da questa analisi emerge che, nel 2017, 32,6 miliardi di euro (pari al 34,9% del totale del capitale erogato) è stato reimpiegato sicuramente sul mercato immobiliare. Circa 42 miliardi, pari al 45% del totale, non sono stati reimmessi sul mercato immobiliare.
Si può stimare, inoltre, che di circa 11 miliardi (pari al 12%) almeno una quota parte, sebbene non determinabile, sia stata reimmessa nel mercato immobiliare. Per il restante 7% (circa 7 miliardi di euro) non è stato possibile individuare una destinazione, in quanto si riferisce a ipoteche su terreni per i quali, allo stato attuale, non si hanno disponibili le statistiche delle compravendite.
Tra il 2016 ed il 2017, il capitale erogato reimmesso nel mercato immobiliare (Mercato A) è incrementato dell'11,4%, mentre quello non reimmesso (Mercato C) si è ridotto dell'1,1%.
Erika Ghiraldo
pubblicato Venerdì 26 Ottobre 2018


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