Quando i prelievi abusivi avvengono durante l'attesa al telefono per denunciare il furto della carta
Pubblicato il 03/08/19 09:37 [Doc.6527]
di Redazione IL CASO.it



Segnalazione e massima a cura dell'Avv. Andrea Russo, del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

In tema di servizi di pagamento tramite l'utilizzo di carte elettroniche, l'intermediario, nella organizzazione del proprio servizio di assistenza telefonica ├Ę tenuto, in base all'art.8,1┬░ comma, lett.c, del D.Lgs n.11/2010, ad assicurare che siano sempre disponibili strumenti adeguati affinch├ę l'utente dei servizi possa eseguire efficacemente la comunicazione di blocco della carta.

Pertanto, nella ipotesi in cui il titolare lamenti il furto del bancomat e quindi i successivi prelievi illeciti da parte di terzi, occorre valutare da un lato la condotta tenuta dal cliente-ricorrente in relazione ai suoi obblighi di custodia dello strumento di pagamento e dei codici PIN, dall'altro lato la idoneità ed il funzionamento degli apparati messi a disposizione all'intermediario per denunciare il blocco della carta; all'esito di tale accertamento ben può dichiararsi il concorso di colpa tra le parti ai sensi dell'art. 1227, comma 1, cod.civ., laddove siano emersi dalla istruttoria elementi di responsabilità a carico di entrambe.

[Nel caso di specie, l'ABF ha dichiarato il concorso di colpa in quanto il titolare della carta aveva ammesso di aver conservato il codice PIN della carta di debito nel proprio portafoglio insieme con carta elettronica, ma, accortosi del furto, aveva immediatamente telefonato al servizio di blocco delle carte messo a disposizione dall'intermediario, rimanendo in attesa una prima volta per 10 minuti ed una seconda volta per 19 minuti, durante i quali i malfattori avevano effettuato la maggior parte dei prelievi].


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