Importante decisione della Cassazione sulla surroga di MCC verso il debitore fallito
Pubblicato il 08/09/26 08:00 [Doc.14574]
di Astorre Mancini, Avvocato del Foro di Rimini, Cultore della materia presso la Cattedra di Diritto Fallimentare all'Università degli Studi di Milano - Bicocca


Corte di Cassazione, I sez., 6 settembre 2026 n.25083 – pres. Terrusi est. Dongiacomo

Accertamento del passivo - Escussione della garanzia pubblica - Credito di MCC - Surrogazione nei diritti della banca non insinuata – Legittimazione del gestore del Fondo – Sussistenza – Insinuazione al passivo in via privilegiata – Onere del gestore del Fondo – Sussistenza

Il Fondo di garanzia MCC, una volta escusso, ha l’onere di insinuare al passivo del fallimento del debitore inadempiente, in collocazione privilegiata, il credito al recupero delle somme versate alla banca finanziatrice ove quest’ultima non si sia gia' insinuata per il suo credito al rimborso del finanziamento, fermo restando l’autonomo diritto della banca finanziatrice di insinuare al passivo dello stesso fallimento il credito al recupero della parte del finanziamento che non sia stata soddisfatta con l’escussione della garanzia pubblica; in tal caso, il curatore del fallimento, gli altri creditori e la banca finanziatrice possono avvalersi, a seconda dei casi, delle eccezioni e dei rimedi previsti dagli artt. 95, 98 e 99 l.fall. (Massima non ufficiale) (Astorre Mancini) (Riproduzione vietata)

Accertamento del passivo - Escussione della garanzia pubblica - Credito di MCC - Surrogazione nei diritti della banca gia' ammessa al passivo – Legittimazione del gestore del Fondo – Sussistenza – Istanza di rettifica ex art. 115 l. fall. – Onere del gestore del Fondo – Collocazione privilegiata - Sussistenza 

Il Fondo di garanzia MCC, nel caso in cui la banca finanziatrice si e' gia' insinuata al passivo del fallimento del debitore inadempiente per il credito al rimborso del finanziamento, ha, invece, l’onere, una volta escusso, di avvalersi della procedura prevista dall’art. 115, comma 2°, l.fall. per sostituirsi nello stato passivo, nei limiti della somma erogata ed in collocazione privilegiata, alla banca finanziatrice che per tale parte è stata soddisfatta; in tal caso, l’atto di rettifica operato dal curatore, al pari della sua omissione, e' impugnabile, a norma dell’art. 36, commi 1° e 2°, l.fall., da chiunque ne abbia l’interesse con reclamo al giudice delegato, il quale provvede con decreto motivato che e', a sua volta, assoggettato al reclamo al tribunale, la cui decisione e', infine, ricorribile per cassazione (Massima non ufficiale) (Astorre Mancini) (Riproduzione vietata)

 


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