Un gran bel libro - Ogni tanto capita
Pubblicato il 01/04/22 23:00 [Doc.10426]
di Giovanni Zagni, direttore dei progetti di fact-checking PagellaPolitica e Facta.


È facile trovare gli argomenti per spiegare perché un libro non vale molto, ma è molto difficile dare un'idea chiara del perché un libro sia davvero bello. Lo scorso dicembre, complice un anniversario (il ventennale della morte), sono usciti diversi articoli sullo scrittore tedesco W.G. Sebald, che già da tempo aveva un seguito significativo di lettori affezionati. Qualche settimana dopo Natale ritrovavo ancora il nome di Sebald da più parti e mi dicevo che forse sarebbe stato il caso di approfondire, salvo accorgermi che mia madre, come regalo natalizio, mi aveva dato con gesto di prescienza proprio Gli anelli di Saturno (pubblicato in Italia da Adelphi).

Ho già ricordato come gli autori di moda mi causino una certa diffidenza, che mi tiene alla larga da loro per diverso tempo, finché la polvere, per così dire, non si è posata; anche perché assai di frequente i libri di recente successo mi hanno causato delusioni. Non vorrei suonare come un passatista, ma una buona regola potrebbe recitare che solo se un libro è ancora citato con ammirazione dopo trent'anni - senza orpelli che dovrebbero mettere in guardia, come «ha colto lo spirito della sua epoca», che spesso sta per «è invecchiato proprio male» - allora si può andare davvero sul sicuro.
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