Reclamo avverso la sentenza di fallimento e condanna alle spese del legale rappresentante della società fallita
Pubblicato il 11/05/22 00:27 [Doc.10588]
di Redazione IL CASO.it



Il legale rappresentante della società fallita può essere condannato al pagamento delle spese di lite del giudizio di reclamo avverso la sentenza di fallimento ai sensi dell'art. 94 c.p.c., che è disposizione ritenuta dalla giurisprudenza applicabile anche al legale rappresentante delle società di capitali (cfr. Cass. ord. n. 9203/2020).

[Nella fattispecie, la Corte ha precisato che "la macroscopica infondatezza del gravame ha reso palese l'assenza di normale prudenza nella sua proposizione, a maggior ragione in considerazione della sostanziale irresponsabilità della società reclamante nei confronti delle parti vittoriose. I creditori istanti, che attendono da anni il pagamento dei loro crediti retributivi e che sono stati costretti a difendersi da una domanda priva di qualsiasi fondamento, non potranno infatti fare affidamento, in sede fallimentare, sull'effettivo e pieno soddisfacimento del credito qui loro riconosciuto, atteso che la condanna al pagamento delle spese di lite non dà luogo ad un debito di massa (cfr. Cass. n. 22729/2019; Cass. n. 1186/2006 per l'affermazione del principio secondo il quale "…non sono ammesse in prededuzione le spese sostenute dal creditore istante nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento, senza che assuma rilievo la sua qualità di litisconsorte necessario, non potendosi desumere da essa l'inerenza delle spese sostenute all'amministrazione del fallimento o alla sua conservazione"). E' dunque opinione della Corte che di tali spese debba farsi carico anche il legale rappresentante, al quale, in concreto, è riferibile la decisione di impugnare.]


© Riproduzione Riservata