Il romanzo di noi stessi - A partire da una recente intervista Werner Herzog
Pubblicato il 13/05/22 23:00 [Doc.10603]
di Giovanni Zagni, direttore dei progetti di fact-checking PagellaPolitica e Facta.



Qualche giorno fa il New Yorker ha pubblicato un'intervista con Werner Herzog, il grande regista che, autore di capolavori come Aguirre e Fitzcarraldo negli anni Settanta e Ottanta, gode di nuova fama oggi, ai tempi dello streaming, con i suoi molti documentari in cui racconta storie e situazioni estreme come i vulcani o i cacciatori siberiani nel suo inglese con pesante accento tedesco.

Herzog ha fama di essere un tipo originale: celebre l'aneddoto, probabilmente spurio, secondo cui avrebbe puntato una pistola alla testa di Klaus Kinski - un altro matto vero e non di rado pure violento - durante le riprese di Aguirre per costringerlo a continuare a recitare. L'intervista non contiene storie altrettanto adrenaliniche, ma di certo non deluderà gli amanti del personaggio. Il regista, infatti, presenta ancora una volta la sua vita notoriamente straordinaria, fatta di rivelazioni istantanee, assurdità poetiche, immagini folgoranti. Poche righe, e Herzog sta già raccontando di quando, da ragazzo, ebbe la seguente esperienza:

All'età di diciassette anni, per esempio, mi imbattei in una valle coperta di diecimila mulini a vento sull'isola di Creta. Avevo noleggiato un asino e stavo viaggiando nelle montagne dell'interno. Quando vidi questa valle di mulini a vento pensai: Non può essere vero - sono ingannato da un'illusione oppure completamente impazzito.

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