Impugnazione di accordo transattivo su contratti derivati per vizi del rapporto transatto
Pubblicato il 21/03/21 00:00 [Doc.8840]
di Redazione IL CASO.it



Segnalazione e massime dell'avv. Paolo Dalmartello.

Il fatto che in sede transattiva si sia mantenuto in vita un contratto non ├Ę prova decisiva della natura conservativa della intera transazione, valendo tale contratto come sottoscritto ex novo a seguito di nuove valutazioni.

I vizi di strutturazione degli swap in maniera adeguata alle esigenze dell'investitore ineriscono la causa concreta del contratto e non l'ammissibilità o ripudio del contratto da parte dell'ordinamento, non essendo tale nullità annoverabile tra i contratti illeciti o aventi causa vietata dalla legge.

La scoperta in epoca successiva alla transazione della natura non par del contratto derivato transatto risulta irrilevante, in quanto ├Ę possibile far valere solo gli errori di diritto che hanno costituito la causa unica all'accettazione del contratto.

La divergenza tra i calcoli effettuati in sede transattiva ed i reali effetti economici del contratto mantenuto con l'accordo non costituisce errore sull'oggetto delle prestazioni, ma solo sulla profittevolezza dell'operazione transattiva, n├ę la transazione pu├▓ essere impugnata per lesione.

La violazione degli obblighi informativi di cui alle Comunicazioni Consob n. 98080595 e n. 98088209 del 1998 nell'esecuzione del contratto oggetto di transazione, riguarda la corretta esecuzione del contratto e non la sua validità.


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