Il libro che ha vinto lo Strega - Cioè "Due vite" di Emanuele Trevi
Pubblicato il 23/07/21 23:00 [Doc.9450]
di Giovanni Zagni, direttore dei progetti di fact-checking PagellaPolitica e Facta.



La prima cosa che colpisce di Due vite di Emanuele Trevi - che la scorsa settimana ha vinto il Premio Strega, molto probabilmente il più famoso premio letterario italiano - è che non si tratta di un'opera di narrativa in senso stretto. Due vite appartiene piuttosto al genere biografico o memorialistico: al centro ci sono i rapporti di amicizia dell'autore con due scrittori, Rocco Carbone e Pia Pera, in una sorta di studio delle loro personalità, delle loro vicende terrene e letterarie.

Negli ultimi decenni la letteratura italiana ha avuto una spinta verso l'autobiografismo piuttosto forte e il tema del rapporto tra l'autore e i personaggi della sua opera, tra quanto si vive e quanto si scrive, è diventato centrale. Gli scrittori italiani contemporanei mettono volentieri loro stessi sotto la lente d'ingrandimento, spesso sono direttamente i protagonisti delle storie che raccontano. Due tra i più importanti autori degli ultimi trent'anni, Walter Siti e Aldo Busi, ne sono ottimi esempi.
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