Agamben, Barbero, Cacciari e le due culture - Difficile fare i conti con la realizzazione dell'irrilevanza
Pubblicato il 17/09/21 23:00 [Doc.9610]
di Giovanni Zagni, direttore dei progetti di fact-checking PagellaPolitica e Facta.



Quando studiavo all'università mi è capitato di imbattermi in un libro di C.P. Snow intitolato Le due culture. Si è sviluppata una frattura profonda, diceva Snow, tra gli «intellettuali letterari» (literary intellectuals) e gli «scienziati naturali» (natural scientists), tra le due metà della cultura occidentale: i rapporti sono improntati alla reciproca diffidenza e a una profonda incomprensione che in sostanza impedisce di trovare le soluzioni migliori ai problemi che la società deve affrontare. Chi dovrebbe parlarsi per risolverli preferisce restare chiuso al dialogo, scettico e sospettoso.

Snow scriveva alla fine degli anni Cinquanta e parlava con cognizione di causa: aveva avuto una buona carriera scientifica come chimico e lavorato nell'industria privata, ma anche scritto romanzi di successo. Il suo libro ebbe molto successo e aprì un dibattito assai ricco che non ripercorro qui: lo cito piuttosto perché il suo intervento mi è tornato in mente a proposito di una serie di prese di posizioni recenti da parte di celebri intellettuali italiani.
Continua a leggere: https://giovannizagni.substack.com/p/agamben-barbero-cacciari-e-le-due


© Riproduzione Riservata