Messaggi pubblicitari in una forma simile a quella di un vero e proprio messaggio di posta elettronica: l'intervento della Corte UE
Pubblicato il 27/11/21 08:44 [Doc.9914]
di Corte di giustizia dell’Unione europea



Inbox advertising: la visualizzazione nella casella di posta elettronica in arrivo di messaggi pubblicitari in una forma simile a quella di un vero e proprio messaggio di posta elettronica costituisce un uso della posta elettronica a fini di commercializzazione diretta ai sensi della direttiva 2002/58

Tali messaggi presentano un rischio di confusione che può indurre l'utente che clicchi sulla stringa corrispondente al messaggio pubblicitario ad essere reindirizzato, contro la sua volontà, a un sito Internet contenente la pubblicità di cui trattasi

La Städtische Werke Lauf a.d Pegnitz GmbH (in prosieguo: la «StWL») e la eprimo GmbH sono due fornitori di energia elettrica concorrenti. Su richiesta della eprimo, un'agenzia di pubblicità ha diffuso annunci pubblicitari, consistenti nella visualizzazione di messaggi-immagine (banner) nelle caselle di posta elettronica degli utenti del servizio di posta elettronica gratuito T-Online.
Detti messaggi comparivano non appena gli utenti del servizio di posta elettronica aprivano le loro caselle di posta in arrivo, e tanto gli utenti interessati quanto i messaggi visualizzati erano scelti in modo aleatorio (attività pubblicitaria detta «Inbox Advertising»). I medesimi si distinguevano visivamente dall'elenco degli altri messaggi di posta elettronica dell'utente dell'account solo per il fatto che la data era sostituita dalla dicitura «Anzeige» (annuncio), che non era menzionato alcun mittente e che il testo appariva su fondo grigio. La rubrica «Oggetto» corrispondente a tale avviso di messaggio conteneva un testo destinato alla promozione di prezzi vantaggiosi per i servizi di elettricità e il gas.

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