Corte costituzionale - Nel cognome dei figli l'eguaglianza fra i genitori
Pubblicato il 01/06/22 08:50 [Doc.10690]
di Corte Costituzionale



NEL COGNOME DEI FIGLI L'EGUAGLIANZA FRA I GENITORI

L'automatica attribuzione del solo cognome paterno "si traduce nell'invisibilità della madre" ed è il segno di una diseguaglianza fra i genitori, che "si riverbera e si imprime sull'identità del figlio". Ciò comporta la contestuale violazione degli articoli 2, 3 e 117, primo comma, della Costituzione, quest'ultimo in relazione agli articoli 8 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

È quanto si legge nella sentenza n. 131 depositata oggi (redattrice la giudice Emanuela Navarretta), con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'articolo 262, primo comma, del Codice civile "nella parte in cui prevede, con riguardo all'ipotesi del riconoscimento effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori, che il figlio assume il cognome del padre, anziché prevedere che il figlio assume i cognomi dei genitori, nell'ordine dai medesimi concordato, fatto salvo l'accordo, al momento del riconoscimento, per attribuire il cognome di uno di loro soltanto". L'illegittimità costituzionale è stata estesa anche alle norme sull'attribuzione del cognome al figlio nato nel matrimonio e al figlio adottato.

In allegato il comunicato integrale e di seguito la sentenza della Corte


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