Diffamazione a mezzo stampa: no al carcere obbligatorio ma l'informazione non si trasformi da "cane da guardia" in "pericolo per la democrazia"
Pubblicato il 14/07/21 08:52 [Doc.9430]
di Corte Costituzionale



Ufficio Stampa della Corte costituzionale
Comunicato del 12 luglio 2021

Le norme vigenti che obbligano il giudice a punire con il carcere il reato di diffamazione a mezzo della stampa o della radiotelevisione, aggravata dall'attribuzione di un fatto determinato, sono incostituzionali perché contrastano con la libertà di manifestazione del pensiero, riconosciuta tanto dalla Costituzione italiana quanto dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. La minaccia dell'obbligatoria applicazione del carcere può produrre infatti l'effetto di dissuadere i giornalisti dall'esercizio della loro cruciale funzione di controllo dell'operato dei pubblici poteri.
Segue nell'allegato


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